LA CURA COME TERAPIA TRA CONSAPEVOLEZZA E INTENZIONALITÀ

LA CURA COME TERAPIA TRA CONSAPEVOLEZZA E INTENZIONALITÀ

Estratto della relazione presentata dalla dott.ssa Chiara Fantinato al Convegno A.S.B.I. – Parma, 27 ottobre 2018 «Prendersi cura di se stessi. Centralità della persona nella cura della Spina Bifida»

Il termine cura, in una sua accezione più immediata, si associa al modo in cui ci presentiamo agli altri nell’aspetto, nell’abbigliamento; oppure si associa al proprio stato di salute, come cura medica; oppure la cura può intendersi come volersi bene, attraverso un’alimentazione corretta, la pratica di uno sport o semplicemente dedicandosi del tempo. La cura è anche espressione di accudimento, aiuto, relazione e affetto.

Ma in realtà cosa significa cura?

Cura è un termine latino che contiene nella propria radice, la parola cor, cuore. È oggi prevalente il significato di interessamento, premura, attenzione, impegno, a favore e verso qualcosa o qualcuno, con la finalità di conservarlo, di aiutarlo o di favorirne il pieno sviluppo. 

Se noi pensiamo alla condizione umana, nasciamo con il compito di dare forma al nostro tempo in modo da disegnare forme della nostra esistenza che facciano della nostra vita un tempo degno di essere vissuto.

Assumere il compito di dare forma alla propria vita significa avere cura di sé. In questo senso la cura è cosa essenziale per l’essere umano. È un compito irrinunciabile.

Seguendo il pensiero di Heidegger (1976) avere cura significa «occuparsi e preoccuparsi di qualcosa, nel senso di prendersi a cuore». Aver cura di sé significa quindi prendersi a cuore la propria vita, per dare ad essa la migliore forma possibile. Si tratta quindi di imparare ad aver cura dell’esistenza.

Il fatto che si desideri e che si riesca a dare senso al tempo della propria vita non è, però, una cosa scontata. Può succedere che una persona, invece di prendere in considerazione le differenti direzioni che si rivelano possibili, si scoraggi fino al punto di sentirsi scoraggiata, e questo perché ci possono essere delle difficoltà, perché crede di non essere in grado, di non avere le capacità o gli strumenti per affrontare i problemi della vita, perché magari c’è una condizione fisica, una disabilità, che impedisce di vedere una possibilità o una soluzione.

Questo comporta il diventare spettatori della propria vita, accettando di limitarsi a guardarla così come avviene, senza assumersi la responsabilità di intervenire per dare una buona forma al proprio tempo. Quando non si assume questa responsabilità, prima o poi, inevitabilmente si sperimenta un senso di angoscia, un senso di vuoto, di tristezza, perché non si riesce a vedere un mondo possibile. 

Quindi decidersi per la cura di sé non è automatico. Di fronte ad una situazione di dolore per la propria condizione, la possibilità di realizzarsi, passa attraverso la capacità di accettare la condizione in cui si vive e da questo saper accettare, prendere slancio per reinterpretare l’esistenza. Per fare questo è necessario un lavoro della mente e del cuore, che sono parti essenziali della cura di sé. È fondamentale mantenere la consapevolezza che in qualunque condizione viviamo, possiamo esercitare un potere nell’espressione della nostra vita.

Quindi per avere cura di se stessi, abbiamo bisogno di assumerci l’impegno di prenderci a cuore la nostra esistenza e comprendere che questo è essenziale.

La cura di sé trasforma il semplice vivere in esistere; non è accettazione passiva della nostra esistenza, ma dare forma e direzione ai nostri desideri aprendoci al mondo delle possibilità. 

Proprio perché ciascuno ha necessità di cura, è essenziale apprendere ad aver cura per gli altri.

Aver cura per gli altri significa prendersi a cuore il mondo dell’altro in modo da facilitare quanto più possibile la qualità della sua vita. Cioè un modo che risponde al bisogno di favorire il pieno fiorire delle possibilità dell’altro e un modo di aver cura come riparazione dell’essere ferito nel corpo o nell’anima, e questa è la cura che si declina come terapia.

La cura è un processo, un modo di relazionarsi ad un altro. Precisamente la cura è una pratica ed è guidata dall’intenzione di aiutare l’altro a crescere e a rendere concreta la sua umanità.

 

Rif. bibliografici:

ADLER A. (1931), What life should mean to you, tr. It. Cosa la vita dovrebbe significare per voi, Newton Compton, Roma 1994.

MORTARI L. (2015), Filosofia della cura, Raffaello Cortina, Milano.

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.